CASSANDRA CLARE e MAUREEN JOHNSON.

LA PROVA DEL FUOCO.

Ciclo: Le cronache dell'Accademia Shadowhunters. 8.


Titolo originale: Tales from the Shadowhunter Academy. The Fiery Trial.
Traduzione di: Manuela Carozzi.
2015 A. Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Simon e Clary si riuniscono per assistere a una cerimonia parabatai e per discutere del loro legame. Ecco un'altra delle dieci inedite avventure delle Cronache dell'Accademia Shadowhunters.
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L'autrice.
Cassandra Clare  nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo
con la famiglia, trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si  fermata a Brooklyn, dove, per non farsi distrarre dai gatti e dalla TV, scrive i suoi libri nei caff e nei ristoranti.
La saga "Shadowhunters" ha appassionato milioni di lettori amanti del genere urban fantasy nel mondo, con oltre 30 milioni di copie vendute negli Stati Uniti e 400.000 in Italia.
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Simon stava cominciando a farsi domande sul fuoco. Quel fuoco a cui lui non piaceva. Quel
fuoco capace di muoversi e allontanarsi da lui.
Certo, era un po' paranoico come pensiero...
Fuori, gli alberi erano ormai spogli e l'erba bruna e rinsecchita. All'interno dell'Accademia,
perfino la muffa era andata in letargo, ritirandosi nella sua residenza invernale, le fessure tra le pietre
delle pareti del seminterrato. Era evidente che gli Shadowhunters non riponevano grande fiducia nel
riscaldamento centralizzato. L'Accademia era dotata di caminetti, mai troppo vicini gli uni agli altri,
mai abbastanza vicini a chiunque sperasse di scaldarsi un po'. A prescindere da dove Simon si sedeva,
quelli crepitavano sempre all'estremit opposta della stanza. In genere gli studenti dell'lite entravano
per primi in ogni stanza e occupavano i posti pi vicini al fuoco. Ma anche quando non succedeva,
anche quando entravano tutti insieme, Simon finiva sempre e regolarmente nel punto pi lontano dal
camino. E quando hai freddo, le fiamme che crepitano allegre nel focolare ti sembrano risatine di
scherno.
Il ragazzo si sforz di scacciare quel pensiero martellante, perch era ovvio che il fuoco non
rideva affatto di lui.
Quella sarebbe stata paranoia pura. In mensa c'erano diversi camini, ma George e Simon
avevano smesso di provare a conquistarsi i posti pi caldi, tanto non c'era speranza. Simon aveva gi
abbastanza di cui preoccuparsi: gli bastava guardare il contenuto del suo piatto. Si era detto mille volte
che doveva smettere. Doveva piantarla di pensare al cibo che veniva propinato l dentro. L'unica era
mangiarlo e basta. Ma niente, non riusciva a trattenersi... Ogni sera scrutava ogni dettaglio con la
massima cura. La pietanza del giorno, per esempio, aveva l'aria di un miscuglio saltato in padella. Per
c'era anche del pane. E qualcosa di rosso. Peperoni.
Era pizza! Avevano fatto la pizza in padella!
Nooo... disse a voce alta.
Cosa?
Il suo compagno di stanza, George Lovelace, aveva gi iniziato a sbafarsi tutto. Simon si limit
a scuotere la testa: George non era disturbato quanto lui dalla questione alimentare. Se a casa, a
Brooklyn, avesse sentito che qualcuno si era messo a fare la pizza in padella, non avrebbe fatto una
piega. Avrebbe semplicemente pensato che qualche ristorante di tendenza avesse avuto la pensata di
"destrutturare" la pizza, perch  cos che succede in certi locali del quartiere. Ci avrebbe riso sopra,
poi forse l'idea avrebbe preso piede, sarebbe diventato un nuovo street food alla moda e a quel punto
l'avrebbe mangiato anche lui con entusiasmo. Perch  cos che funziona a Brooklyn, e perch la pizza
 pizza, comunque sia. Migliore ipotesi per spiegare il piatto che aveva davanti in quel momento,
invece? La pizza era caduta sul pavimento, e qualcuno l'aveva raccolta e ce l'aveva rimessa. Oppure, il
forno si era rotto a met cottura e l'unica soluzione plausibile era sembrata schiaffare la pizza in
padella e improvvisare.
Che poi, il problema vero non era la pizza. Ma il fatto che la pizza gli faceva venire in mente
casa sua. Qualsiasi newyorkese, messo a confronto con una pessima pizza, per almeno una manciata di
secondi torna a casa. E Simon era nato e cresciuto newyorkese proprio come i membri dell'lite
dell'Accademia erano nati e cresciuti Shadowhunters. Il brusio e il pulsare della citt facevano parte di
lui. New York era un posto che sapeva essere rude almeno quanto l'Accademia. Simon sapeva
istintivamente di dover stare attento ai ratti che correvano sui binari della metropolitana o negli angoli
delle piazze. Gli veniva automatico scansarsi per evitare la fanghiglia di neve sollevata dai taxi che
sfrecciavano. Non aveva bisogno di abbassare lo sguardo per non mettere i piedi nei ricordini lasciati
dai cani.
Certo, non era tutto cos orribile. Gli mancava salire sul ponte di Brooklyn, la sera, per
ammirare la distesa urbana: la citt illuminata, le imponenti montagne a opera dell'uomo, il fiume che
scorreva al di sotto. Gli mancava la sensazione di stare sempre in mezzo a un mucchio di gente che
faceva cose straordinarie. Gli mancava l'impressione costante che fosse tutto un unico, bellissimo
spettacolo. Ma soprattutto gli mancavano la sua famiglia e gli amici. Era tempo di vacanze invernali,
quindi avrebbe dovuto trovarsi a casa. Sua madre avrebbe tirato fuori la menorah, il candelabro ebraico
a sette bracci, quello che aveva dipinto lui, da piccolo, al laboratorio di ceramica; era vivace, con tutte
quelle pennellate dense e caotiche di vernice azzurra, bianca e argento. Per l'occasione avrebbe
preparato insieme pancakes di patate con sua sorella. Poi si sarebbero seduti tutti sul divano e ci
sarebbe stato lo scambio dei regali. Tra lui e le persone a cui voleva bene ci sarebbe stato solo un breve
tratto a piedi, una fermata di metropolitana al massimo.
Simon, hai di nuovo quello sguardo gli fece notare George.
Scusa.
Non devi scusarti. Non c' niente di male a sentirsi tristi. Sarebbe vacanza, e noi siamo qui.
La dote pi bella di George era che coglieva sempre il punto, e non giudicava mai.
L'Accademia aveva tanti aspetti negativi, ma quel ragazzo li compensava quasi tutti. A Simon era gi
capitato di avere buoni amici, ma George era come un fratello. Condividevano la stanza.
Condividevano tristezza, piccoli trionfi e pasti tremendi. E nell'atmosfera competitiva che si respirava
in quel luogo, George gli offriva sempre appoggio, non vantandosi mai di fare qualcosa meglio di lui
(avendo un corpo simile a quello di un dio greco, gli capitava spesso di eccellere nelle attivit fisiche).
Simon si sent rincuorato. Il solo fatto che George sapesse cosa stava pensando, il solo fatto di avere
l'amico accanto... era tutto.
E quella cosa ci fa, qui? chiese George indicando con un cenno della testa la persona dietro
Simon.
All'estremit pi remota della stanza (accanto al camino sghignazzante) era comparso il Rettore
Penhallow. Di solito non cenava in mensa. Anzi, non si avvicinava mai a quel posto, nemmeno per
sbaglio.
La vostra attenzione, prego! esclam la donna. Abbiamo una splendida notizia da
condividere con tutti gli studenti dell'Accademia. Julie Beauvale, Beatriz Mendoza: raggiungetemi, per
favore.
Julie e Beatriz si alzarono nello stesso istante e si guardarono scambiandosi un sorriso. Simon
aveva gi visto quel genere di espressione, quel tipo di movimenti sincronizzati. Precisi a quelli di Jace
e Alec. Le ragazze attraversarono la stanza. Tutti gli altri fecero largo, creando un sottofondo di sedie
che stridevano e mormorii sommessi. Il fuoco rideva e rideva, scoppiettava e rideva ancora. Quando le
ragazze furono in fondo alla stanza, il Rettore mise un braccio intorno a entrambe e insieme si rivolsero
all'intero corpo scolastico.
Ho il piacere di annunciarvi che Julie e Beatriz hanno deciso di diventare parabatai.
Scoppi un applauso. Diverse persone, quasi tutti nati Shadowhunters, si alzarono in piedi
fischiando e saltando di gioia. Per qualche minuto il Rettore li lasci fare, poi per sollev una mano.
Come tutti saprete, la cerimonia parabatai  un impegno serio, un legame che si spezza
soltanto con la morte. Mi rendo conto che, di fronte a questa consapevolezza, a molti di voi venga da
chiedersi se troveranno mai un parabatai. Sappiate che non tutti gli Shadowhunters ce l'hanno, n tutti
lo desiderano. Anzi, la maggior parte di voi non ne avr mai uno, ed  fondamentale ricordarlo. Se
invece, come Julie e Beatriz, sentite di aver trovato il vostro parabatai, o se avete voglia di parlare con
qualcuno di qualsiasi fase della cerimonia cos come del suo significato, sappiate che potete rivolgervi
a chiunque di noi docenti. Siamo tutti qui per aiutarvi a prendere questa decisione di assoluto rilievo.
Ma ora, congratulazioni ancora a Julie e Beatriz! In loro onore, questa sera sar servita la torta.
Nel momento esatto dell'annuncio, quegli esseri malvagi che erano i cuochi dell'Accademia
entrarono in sala portando una grossa torta sbilenca.
Riprendete pure la vostra cena, ora. E mi raccomando, non lasciatevi scappare la torta!
E questa storia? fece George. Parabatai? Quelle due?
Simon scosse la testa. Le famiglie di Shadowhunters si intrecciavano le une alle altre come
piante rampicanti. Era pi facile trovare il tuo compagno per la vita, quando frequentavi lo stesso
ambiente fin dalla nascita. Molti, in Accademia, erano perfetti estranei. Julie e Beatriz, entrambe
membri dell'lite, avevano un legame pi stretto di altri, ma a Simon non era mai venuto in mente che
potessero sentirsi cos vicine.
Be', questa s che  una sorpresa riprese George, a bassa voce. Ma tu stai bene?
Per Simon non era stata una notizia da poco. Anche lui aveva pensato di chiedere a Clary di
essere la sua parabatai. Ma i parabatai erano tipi come Alec e Jace, che si addestravano insieme
dall'infanzia per diventare Shadowhunters. Certo, anche lui e Clary si conoscevano fin da bambini, ma
non nel senso "lanciamo coltelli e uccidiamo demoni" (fatta eccezione per i videogiochi, che purtroppo
non contavano). Inizi a spostare l'idea del parabatai nella categoria mentale delle cose che
probabilmente non avrebbe mai avuto. Non faceva altro che allenarsi. Non la vedeva da un mucchio di
tempo. Era...
... un campione ad accampare scuse.
Si era tirato indietro. Aveva visto avvicinarsi la data del compleanno come in un conto alla
rovescia su un enorme orologio. Ogni giorno che passava si ripeteva che ormai era troppo tardi. Clary
era arrivata con un giorno di anticipo e gli aveva portato un Sandman Omnibus in regalo. A quel punto,
si era detto, il tempo era scaduto. La sveglia era scattata. Aveva diciannove anni.
Si era sforzato di dimenticare l'argomento. Ma ora, di fronte all'annuncio delle due nuove
parabatai, si sarebbe preso a calci da solo.
Non  una cosa per tutti, Sim gli disse George. Di, finisci di mangiare, cos poi torniamo in
camera e continui a raccontarmi di Firefly.
Da un po', Simon aveva deciso di ampliare la preparazione culturale di George raccontandogli
la trama di ogni singolo episodio della serie televisiva Firefly. Era diventato un piacevole rito serale per
entrambi, ma anche quello era un conto alla rovescia. Ormai restava un solo episodio da svelare.
Prima che potessero mettere in pratica i loro propositi, per, il Rettore si ferm accanto al loro
tavolo.
Simon Lewis, puoi seguirmi, per cortesia?
Gli occupanti degli altri tavoli si girarono a guardarli. George abbass gli occhi e si mise a
punzecchiare con la forchetta il suo saut di pizza.
Oh... S, certo. Per caso ho fatto qualcosa che non va?
No rispose il Rettore in tono neutro. Niente che non vada.
Simon indietreggi con la sedia e si alz.
Ci rivediamo in camera, ok? gli disse George. Ti porto un po' di torta.
S, grazie.
Molti lo seguirono con lo sguardo mentre se ne andava, perch  cos che succede quando il
Rettore viene a pescarti nel mezzo della cena. Gran parte di quelli dell'lite, per, non lo calcolarono
minimamente: erano radunati intorno a Julie e Beatriz, e parlavano a voce alta, ridendo. Simon li
oltrepass e raggiunse il Rettore.
Da questa parte gli disse la donna.
Simon cerc di trattenersi per qualche attimo davanti al camino, ma il Rettore stava gi
varcando la porta riservata agli insegnanti. Non sempre mangiavano con gli studenti. C'era un'altra sala
da pranzo da qualche parte nell'Accademia. Catarina Loss era l'unica a presentarsi regolarmente per
mangiare con i ragazzi, e Simon sospettava che lo facesse perch preferiva affrontare il terribile cibo
destinato agli allievi pur di non sedersi intorno a un tavolo con un gruppo di Shadowhunters pieni di s.
Simon non era mai stato nel corridoio in cui il Rettore l'aveva condotto. Era pi buio degli altri.
Le pareti in pietra sfoggiavano arazzi logori quanto quelli appesi nel resto della scuola, ma questi
sembravano pi preziosi, i colori erano pi accesi e il filo d'oro della trama aveva la lucentezza del
vero metallo. C'erano anche armi in esposizione, mentre quelle destinate agli studenti erano tutte
conservate nell'armeria, con un sistema di sicurezza semplice, ma efficace. Se volevi una spada, dovevi
sciogliere una serie di nodi per liberarla e poterla prendere. Queste invece erano appese a semplici
sostegni, e sfilarle per impugnarle sarebbe stato questione di un secondo.
Il rumore della mensa si era notevolmente affievolito gi dopo i primi passi, e a un certo punto
svan completamente. Il corridoio divenne una successione di porte chiuse, immersa nel silenzio
assoluto.
Dove stiamo andando? chiese Simon.
In sala ricevimento rispose il Rettore.
Simon guard fuori dalle finestre che gli scorrevano accanto. I vetri erano un mosaico di
minuscoli rombi tenuti insieme da un sottile filo di piombo; ogni losanga era vecchia e deforme, tanto
che l'effetto complessivo ricordava quello di un caleidoscopio da due soldi, di quelli in cui vedi solo
buio e una leggerissima neve cadente. Quel genere di neve che non attecchisce al terreno, ma impolvera
appena l'erba secca. Il ragazzo si disse che l'unico modo per descriverla era "una gran rottura".
Svoltarono l'angolo. Il Rettore apr la prima porta, rivelando una stanza piccola ma sontuosa,
con mobili che non erano rotti n usurati. Ogni sedia aveva tutte le gambe della stessa lunghezza, e i
divani erano grandi e comodi, senza avvallamenti, gibbosit n strappi. Il rivestimento era un lussuoso
velluto color melanzana. Corredava l'arredo un tavolino in ciliegio con un elaborato servizio da t in
argento massiccio e tazze in porcellana finissima. Seduti intorno al tavolo, su quelle sedie e quei divani
di elegante fattura, c'erano Magnus Bane, Jem Carstairs, Catarina Loss e Clary, i cui capelli rossi e
lucenti spiccavano sul maglione azzurro. Magnus e Catarina erano seduti vicini, in fondo (vicino al
fuoco, perch dove poteva mai trovarsi il camino, se non alla massima distanza possibile da Simon?).
Clary alz lo sguardo sull'amico e, anche se vedendolo sorrise, la sua espressione lasci intendere che
l'invito a quella festicciola fosse stato anche per lei recente e non meglio precisato.
Simon lo salut Jem.  un piacere rivederti. Accomodati, prego.
Simon aveva incontrato poche volte Jem Carstairs, a quanto pareva coetaneo di sua moglie,
Tessa Grey. Per avere centocinquant'anni erano entrambi in splendida forma. Anzi, Tessa era proprio
uno schianto. (Forse lo era anche Jem? Come aveva gi avuto modo di dedurre, probabilmente non
valeva granch come giudice del fascino maschile.) Era strano pensare che gente due volte pi vecchia
dei tuoi nonni fosse fisicamente bella?
Vi lascio disse il Rettore, e anche stavolta al suo tono di voce manc qualcosa. Era come se
avesse appena detto: "Vi lascio questo serpente morto". La donna si richiuse la porta alle spalle.
Stiamo bevendo un t esord Magnus. Con un cucchiaino stava riempiendo di t in foglie il
filtro di una minuscola teiera. Uno per ogni tazza, pi uno per la teiera.
Mise da parte la lattina che conteneva la miscela, prese una delle grandi teiere d'argento e vers
acqua fumante sul filtro. Catarina lo guardava in preda a una strana fascinazione.
Jem sembrava a proprio agio con indosso un maglione bianco e dei jeans scuri. Tra i capelli
neri, un unico, carismatico sprazzo d'argento risaltava sulla pelle bruna. Come ti sembra
l'addestramento? domand a Simon, protendendosi in avanti.
Diciamo che comincio a non essere pi coperto costantemente di lividi rispose lui, facendo
spallucce.
Ottimo. Significa che inizi a muoverti bene e a schivare pi colpi.
Sul serio? Pensavo fosse perch ero morto dentro.
Magnus lasci ricadere rumorosamente il coperchio sulla teiera pi piccola.
Mi  dispiaciuto molto interrompere la tua cena prosegu Jem. Il tono formale in cui parlava
era l'unica caratteristica realmente in grado di tradire la sua et.
Mai dispiacersi per una cosa simile... mormor Simon.
Deduco che il cibo non sia il punto forte dell'Accademia.
Io non sono sicuro che questo posto abbia punti forti!
Jem sorrise, e il viso gli si illumin. Qui ci sono torte e scones. Credo siano di una qualit
leggermente superiore a quella a cui sei abituato in Accademia.
Indic un piatto di fine porcellana colmo di dolcetti dall'aria decisamente invitante. Simon non
esit. Afferr il primo scone a portata di mano e se lo cacci in bocca. Era un po' asciutto, ma migliore
di qualsiasi altra cosa avesse mangiato nell'ultimo periodo. Si accorse che dalle labbra gli sfuggivano
briciole che andavano a punteggiare la maglietta scura, ma tutto sommato non gli importava.
Ok, Magnus intervenne a quel punto Clary. Avevi detto che all'arrivo di Simon mi avresti
spiegato il motivo di questa gita. Non che mi dispiaccia vederti, eh... per inizio a essere nervosa.
Senza smettere di masticare, Simon annu per dimostrare di essere d'accordo con Clary al cento
per cento, come  giusto tra migliori amici. O per lo meno quello era il suo intento. Il risultato, poi...
Magnus si alz in piedi. Quando uno stregone molto alto e con due occhi da gatto si alza per
richiamare l'attenzione, l'atmosfera nella stanza cambia. Tutto a un tratto si respir un'aria solenne,
con una strana energia in sottofondo. Catarina affond all'indietro sul divano, sparendo nell'ombra di
Magnus. Non era da lei essere cos taciturna: nei corridoi echeggianti dell'Accademia, Catarina era la
voce venata di malinconia della ragione e di un pizzico di ribellione.
Mi  stato chiesto di portarvi un messaggio annunci Magnus rigirando uno dei tanti anelli
che gli adornavano le lunghe dita. Emma Carstairs e Julian Blackthorn diventeranno parabatai. La
cerimonia richiede due testimoni, e loro vorrebbero che foste voi.
Clary alz un sopracciglio e guard Simon.
Certo disse. Emma  un tesoro. S, accetto senza il minimo dubbio.
Simon aveva gi la mano allungata a met strada verso un altro scone. La ritrasse.
Sicuro. Anch'io. Ma non potevano mandarci una semplice lettera?
Magnus esit un istante, guard Catarina e poi torn a rivolgersi a Simon facendogli
l'occhiolino.
Perch limitarsi a una lettera, quando puoi mandare una vera magnificenza?
Era una frase molto in stile Magnus, per suon un po' vuota. Qualcosa, nello stregone, aveva
un che di vuoto. La voce, forse.
La cerimonia si svolger domani, nella Citt Silente annunci Jem. Abbiamo gi chiesto il
permesso perch possiate partecipare.
Domani? fece Clary. E ce lo chiedete soltanto adesso?
Magnus sollev le spalle con grazia, come a dire che certe volte le cose capitano e basta.
Che cosa dobbiamo fare?  difficile? chiese Simon.
Per niente lo rassicur Jem. Il ruolo del testimone  principalmente simbolico, un po' come
per i matrimoni. Non ci sono formule obbligatorie da recitare a memoria.  soltanto questione di stare
accanto a loro. Emma ha scelto Clary e...
Quello posso capirlo. Ma Julian non avrebbe mai scelto me. Ci conosciamo a malapena!
Perch non Jace? ribatt Simon.
Perch Julian non  particolarmente vicino nemmeno a lui gli spieg Jem. Emma ha
suggerito che per il forte legame d'amicizia che avete da sempre, tu e Clary sareste stati due testimoni
significativi. E Julian era d'accordo.
Simon annu come se capisse, ma in realt non era tanto sicuro di aver afferrato il concetto.
Ricordava di aver parlato con Julian al matrimonio di Helen e Aline, non molto tempo prima.
Ricordava di aver riflettuto sul peso che portava sulle fragili spalle, e su come quel ragazzo gli fosse
sembrato misurato, discreto e introverso. Forse il motivo era, semplicemente, che non c'era nessun
altro a cui Julian tenesse abbastanza da sceglierlo come testimone? Nessuno che ammirava? Che
tristezza infinita, se le cose stavano davvero cos...
Comunque riprese Magnus dovrete stare con loro mentre affrontano la Prova del Fuoco.
La cosa, scusa? fece Simon.
 questo il vero nome della cerimonia intervenne Jem. I parabatai stanno all'interno di due
cerchi di fuoco.
Il t  pronto disse Magnus all'improvviso. Mai attendere pi di cinque minuti per gustarlo.
Su, beviamo.
Riemp due tazze con la teiera piccola.
Ma  gi finito gli fece notare Clary. E tu?
 una teiera da due, ora ne preparo dell'altro. Queste sono per voi. Bevete.
I ragazzi si trovarono davanti le due tazze. Clary fece spallucce e bevve un sorso; Simon la
imit. Per essere onesti, si trattava di un t davvero eccezionale. Ecco perch gli inglesi facevano tutte
quelle storie... Il sapore di quella bevanda era semplicemente fantastico. Man mano che il liquido gli
scendeva nello stomaco, Simon sentiva il corpo riscaldarsi, finch la stanza smise di essere fredda.
Veramente buono comment. In realt io non sono uno da t, per questo mi piace. Cio,
qui il t ce lo danno, ma una volta mi sono ritrovato un osso nella tazza... E considerate che quello 
stato uno dei t migliori.
Clary scoppi a ridere. E quindi cosa dovremmo metterci? chiese poi. In qualit di
testimoni, intendo.
Per la cerimonia, tenuta formale. Per la cena che seguir, abiti normali. Qualcosa di carino.
Roba da matrimonio precis infine Catarina. Tutto somiglia molto a un matrimonio, ma...
... senza i fiori e il romanticismo.
Quella fu un'aggiunta di Jem.
Magnus ora li guardava intensamente, con gli occhi felini che scintillavano nell'oscurit. In
effetti, la stanza si era rabbuiata parecchio. Simon lanci a Clary uno sguardo che voleva dire: strano.
Lei rispose allo stesso modo, comunicandogli, senza alcun dubbio: super strano.
Simon trangugi il suo t in poche, lunghe sorsate, poi rimise la tazza sul tavolo.
Buffo disse. A cena c' appena stato un altro annuncio di futuri parabatai. Due studentesse
dell'lite.
Non  insolito in questo periodo osserv Jem. L'anno volge al termine, la gente riflette e
prende decisioni.
All'improvviso, la stanza si fece pi calda. Le fiamme si erano ravvivate? Il fuoco si era
avvicinato, quatto quatto? Stava scoppiettando in modo particolarmente rumoroso, ma il suono non
sembrava una risata. Sembrava vetro che va in frantumi. Il fuoco stava parlando.
Simon cerc di ricomporsi. Il fuoco stava... parlando?! C'era qualcosa che non andava, ma
cosa? Si guard intorno nella stanza, smarrito, e ud Clary produrre un curioso verso di stupore, come
se avesse visto qualcosa di inaspettato.
Credo sia ora di iniziare annunci Jem. Magnus?
Alzandosi, lo stregone emise un sospiro che a Simon non sfugg. Magnus era veramente, ma
veramente alto. E questo Simon l'aveva sempre saputo. In quel momento, per, gli sembrava
addirittura che arrivasse quasi a toccare il soffitto. Apr una porta che lui prima non aveva nemmeno
notato.
Entrate qui  disse Magnus. Ci sono alcune cose che dovreste vedere.
Clary si alz e and alla porta. Simon la segu, e Catarina incroci per un istante il suo sguardo.
Quella stanza era satura di pensieri non espressi... Era evidente che l'insegnante non approvava fino in
fondo ci che stava per accadere, e lo stesso valeva per Magnus Bane.
Qualunque cosa ci fosse oltre la porta era immersa nel buio, e Clary esit un istante.
Tutto a posto, ragazzi cerc di rassicurarli Magnus. Fa soltanto un po' freddo, mi spiace.
Clary entr e Simon la segu. Si ritrovarono in uno spazio cupo e gelido. Simon si volt, ma la
porta era scomparsa. C'erano soltanto lui e Clary, i cui capelli rifulgevano rossi nell'oscurit.
Siamo all'aperto osserv la ragazza.
Eh, gi. Simon batt le palpebre. Aveva i pensieri un po' rallentati. S, certo, erano all'aperto.
Potevano anche dircelo che uscivamo comment, rabbrividendo. Nessuno, qui, crede nei
cappotti.
Girati gli disse Clary.
Simon ubbid. La porta dalla quale erano passati, o meglio, l'intero edificio dal quale erano
appena usciti, non c'era pi. Erano all'aperto, cos, circondati soltanto da una manciata d'alberi. Il cielo
sopra di loro si estendeva come una pergamena grigio-porpora che pareva illuminata da un fioco
bagliore di luci all'orizzonte, appena fuori dalla visuale. Tutto intorno a loro c'era una ragnatela di
sentieri lastricati, punteggiati da aree recintate con alberi e vasi che in condizioni di tempo migliore
probabilmente contenevano fiori, ma che ora, vuoti, facevano da promemoria della stagione.
Era un ambiente familiare, eppure diverso da qualunque luogo in cui Simon fosse mai stato.
Siamo a Central Park annunci Clary. Credo...
Che cosa? Siamo...
Ma mentre ribatteva, tutto gli fu chiaro. I bassi recinti metallici che delimitavano i sentieri
lastricati... Per non c'erano panchine, non c'erano cestini dell'immondizia, non c'erano persone.
Dello skyline neanche l'ombra, in nessuna direzione.
Ok... disse. Tutto molto strano. Cos', Magnus ha sbagliato clamorosamente? Possibile?
Voi eravate appena arrivati da New York. Ha riaperto lo stesso Portale?
Forse... non so! ammise Clary.
Simon inspir una profonda boccata d'aria cittadina. Era fredda, pungente, e gli fece bruciare
l'interno delle narici, risvegliandolo.
Lo capirebbero in un secondo riprese Clary, rabbrividendo. Magnus non sbaglia.
Forse allora non  stato un errore. Forse ci hanno semplicemente regalato un viaggio gratis a
New York. A me, per lo meno. Ne deduco che possiamo andarcene a zonzo finch non tornano a
prenderci. Sai come sono fatti... Tanto vale approfittarne!
Quel ritorno a casa inatteso e del tutto repentino rinvigor Simon.
Pizza! disse. Oh mio dio. Stasera ci hanno dato una pizza cotta in padella, non puoi capire...
E caff, magari. Se poi ci fosse anche il tempo per andare al Forbidden Planet...? Volevo proprio...
Si tocc le tasche. Soldi. Non aveva soldi.
Tu? chiese a Clary.
Lei scosse la testa.
Nella borsa. Lasciata da loro.
Non importava. Gli bastava essere a casa. E il fatto che fosse successo in maniera tanto
inaspettata lo rendeva ancora pi speciale. Guardando meglio, Simon si rese conto che riusciva a
distinguere chiaramente i contorni dei grattacieli lungo il confine meridionale del parco. Sembravano i
mattoncini con cui giocava da bambino, una sequenza di rettangoli di diverse dimensioni posti l'uno
accanto all'altro. Sopra ad alcuni brillava il debole bagliore delle insegne, ma le scritte non si
leggevano. Per il ragazzo vedeva i colori con chiarezza inaspettata. Un'insegna era una rosa rosa, un
bocciolo luminoso. Un'altra era del colore dell'elettricit. E non erano nitidi soltanto i colori. Simon
percepiva anche tutti i profumi nell'aria. L'odore acre e metallico del freddo. Il tanfo salmastro
dell'East River, a isolati di distanza. Aveva l'impressione che avessero un odore caratteristico persino i
basamenti rocciosi che formavano le innumerevoli montagnette di Central Park. Per non c'era
immondizia, n odore di cibo o smog. Quella era una New York primordiale. Quella era l'essenza
dell'isola.
Mi sento un po' strano disse. Forse avrei dovuto finire la cena. Ecco, ora che l'ho detto,
sono sicuro che in me c' qualcosa che non va.
Tu hai bisogno di mangiare gli disse Clary, fingendo di dargli un pugno. Ti stai
trasformando in una specie di Superman, hai bisogno di energia.
Ci hai fatto caso?
Sarebbe difficile il contrario, caro mio. Hai presente le foto prima e dopo? Ecco, tu sembri il
dopo di una pubblicit per attrezzi ginnici da casa.
Simon arross e distolse lo sguardo. Non nevicava pi. Era tutto semplicemente buio e aperto,
con molti alberi intorno. Il freddo era penetrante.
Dove siamo, secondo te? gli chiese Clary. Forse al centro, pi o meno?
Simon sapeva che a Central Park poteva capitare di camminare a lungo senza avere idea di dove
ci si trovasse. I sentieri serpeggiavano e si incrociavano. Le chiome degli alberi creavano gallerie di
foglie. Il terreno saliva e scendeva ripidamente.
Laggi disse, indicando a Clary un disegno di ombre basse. Laggi si apre.  un ingresso.
Andiamo a vedere cosa c'.
Clary si sfreg le mani e si strinse le braccia intorno al corpo per proteggersi dal freddo. Simon
avrebbe voluto avere un cappotto da offrirle, quasi pi di quanto ne desiderasse uno per s. Nonostante
ci, morire di freddo a New York era sempre meglio che morire di freddo in Accademia. Anche se
doveva ammettere che Idris era pi temperata. A confronto il clima della Grande Mela era estremo, in
un senso e nell'altro. Quello era il genere di freddo che, se restavi all'aperto troppo a lungo, ti faceva
venire i geloni. Dovevano assolutamente capire dove si trovavano e uscire dal parco per entrare in un
edificio qualsiasi. Un negozio, una caffetteria, qualunque cosa, purch fosse al chiuso.
S'incamminarono verso il varco, che si rivel essere una successione di plinti in pietra scolpita
con arzigogolati decori. Ce n'erano diversi, a gruppi, e conducevano a una scalinata altrettanto
elaborata che si piegava verso il basso, in direzione di un'ampia terrazza, al centro della quale si ergeva
un'imponente fontana. Subito dietro, un lago ghiacciato.
Bethesda Terrace disse Simon, annuendo. Ecco dove ci troviamo. Saremo sulla Settantesima
e qualcosa, giusto?
Settantaduesima precis Clary. Mi  capitato di disegnarla.
La terrazza era semplicemente una grande zona ornamentale all'interno del parco, non il posto
giusto dove stare in una notte gelida. Forse l'unico, per. Camminando in quella direzione, almeno
avrebbero capito dove si trovavano, anzich vagare a caso tra gli alberi e lungo i sentieri tortuosi.
Scesero le scale insieme. Stranamente, quella notte la fontana era accesa. D'inverno spesso veniva
spenta, soprattutto quando la temperatura scendeva sotto lo zero. Invece in quel momento l'acqua
scorreva senza ostacoli dagli ugelli, e nella vasca non c'era ghiaccio in superficie. Le luci erano accese
e tutte puntate sulla statua dell'angelo al centro, sorretta da due basamenti e da quattro piccoli
cherubini.
Forse Magnus si  sbagliato sul serio... comment Clary.
La ragazza and dritta fino al bordo della fontana, vi si sedette sopra e di nuovo si strinse le
braccia intorno al corpo. Simon rimase a fissare il monumento. Strano, pens, che fino a pochi minuti
prima, avvicinandosi, non avessero notato alcuna luce. Forse si erano appena accese. L'angelo della
Bethesda Fountain era una delle statue pi famose di tutto Central Park: aveva le ali spiegate e l'acqua
le colava dalle mani protese.
Riabbass la testa per dire a Clary di dare un'occhiata alla statua, ma lei non c'era pi. Si volt,
compiendo una rotazione completa su se stesso: sparita.
Clary? chiam.
Sulla terrazza non c'erano punti in cui potevi veramente nasconderti, e poi aveva distolto lo
sguardo per un attimo soltanto. Fece mezzo giro intorno alla vasca della fontana, chiamando Clary pi
volte. Rialz lo sguardo sulla statua. Uguale a prima: sguardo benevolo rivolto verso il basso e acqua
che colava dalle mani.
Se non fosse che gli stava esattamente di fronte. Ma lui aveva fatto mezzo giro di lato, quindi
avrebbe dovuto vederle la schiena! Fece qualche passo ancora. Non vide muoversi niente, eppure la
statua continuava a stargli di fronte, con la sua espressione di pietra al contempo tenera, angelica e
distaccata.
Qualcosa scatt nella testa di Simon.
Sono piuttosto sicuro che tutto questo non sia vero disse. Piuttosto sicuro.
Ora gli sembrava tutto di una chiarezza disarmante. La geografia del parco era leggermente
imprecisa. Rimase per un istante a osservare il cielo con i suoi bagliori, un cielo ora pieno di nubi
bianco candido, grandi come intere nazioni, che scivolavano lungo il firmamento come se stessero
osservando i suoi movimenti con l'imbarazzo di chi passava per caso. Era sicuro di poter sentire
l'odore dell'Oceano Atlantico, delle rocce e delle pietre.
Magnus! grid. Ma che cos' questo, uno scherzo? Magnus! Jem! Catarina!
Niente Magnus. Niente Jem. Niente Catarina. Niente Clary.
Ok, Simon disse fra i denti. Ti sei trovato in situazioni peggiori.  tutto un po' strano, che
sar mai? Strano. Molto, molto strano. Ma strano  okay. Strano  normale. Sono in una specie di
sogno.  successo qualcosa... e io capir cosa. Cosa farei, se fossi in Dungeons & Dragons?
Era una domanda lecita come un'altra, se non fosse stato che la risposta aveva a che fare con il
tiro di un D20 e quindi, in fondo, non era poi cos utile.
 una trappola? Ma perch spingerci in una trappola? Dev'essere un gioco. Un indovinello. Se
Clary fosse nei guai, lo saprei.
Era interessante. Di colpo aveva avuto la certezza assoluta che, se Clary fosse stata ferita, lui
l'avrebbe saputo senza ombra di dubbio. Non avvertiva dolore, pena, angoscia. Sentiva solo
un'assenza, un bisogno impellente di localizzarla.
Mentre si perdeva in quel pensiero, accadde una cosa molto insolita: il grande angelo di pietra
della fontana batt le ali e sal dritto in volo verso il cielo notturno. Lo fece trascinandosi dietro l'intero
monumento che lo sosteneva, come se fosse una pianta sradicata. L'enorme vasca della fontana aveva
spiccato il volo e iniziato una portentosa ascesa. Mattoni e calce andarono in frantumi, rivelando un
complesso sistema di tubazioni e una fossa nel terreno che si riemp rapidamente d'acqua. Il ghiaccio
sul lago si incrin tutto nello stesso istante, e l'intera terrazza si mise a galleggiare. Mentre l'acqua si
riversava, Simon indietreggi verso i gradini; lo fece lentamente, passo dopo passo, finch il livello
dell'acqua non si assest. Il lago aveva incorporato la terrazza per un'altezza di otto gradini. La fontana
e l'angelo erano scomparsi.
Questo per  stato pi strano del normale comment fra s il ragazzo. Mentre lo faceva, fu
come se un suono squarciasse la notte in due. Era stato un accordo, un'armonica che gli fece tremare le
ossa del timpano e lo scosse fisicamente al punto da farlo cadere in ginocchio. Le nubi si dissiparono,
come impaurite, e la luna brill piena e intensa sopra la sua testa. Era di un giallo acceso, cos acceso
che riusciva a stento a guardarla. Simon dovette schermarsi gli occhi e abbassarli.
C'era una barca a remi. Niente di cos misterioso, dal momento che si era staccata dalla rimessa
poco distante. Tutte le imbarcazioni galleggiavano alla deriva, entusiaste di essere in libera uscita per la
serata. Questa, per, aveva compiuto tutto il percorso andando a rimbalzare proprio contro il punto
dove stava lui. E poi, a differenza di tutte le altre, aveva la forma di un cigno.
Deduco di dover salire... disse Simon a mezza voce, spaventato dall'idea che il cielo
decidesse di produrre altri suoni terrificanti. Il firmamento per non rispose, perci Simon afferr il
collo del cigno con entrambe le mani e, con prudenza, sal sulla barchetta e and a sedersi al centro.
L'acqua non poteva essere tanto alta. Se l'imbarcazione si fosse ribaltata, lui avrebbe sicuramente
toccato. Nonostante ci, tra il gelo di quella notte, la fontana volante, l'imbarcazione magica e la
scomparsa di Clary... Be', ecco, non c'era motivo di aggiungere alla lista anche una caduta nell'acqua
ghiacciata.
Appena si fu sistemato, il piccolo cigno prese il largo come se sapesse gi da che parte andare.
Attravers il lago evitando le altre imbarcazioni alla deriva. Simon si rannicchi con le braccia strette
intorno al corpo per affrontare il tranquillo  per quanto gelido  viaggio sul lago dalla superficie
totalmente immobile, che rifletteva la luna e le nubi. Non aveva mai fatto niente del genere: il classico
giro in barca a remi sul laghetto di Central Park gli era sempre sembrata roba per turisti. Nei suoi
ricordi, per, il lago era piuttosto piccolo, ma largo; rimase sorpreso quando lo vide restringersi in
maniera molto brusca per trasformarsi in un canale sotto una galleria di alberi. In quel tratto la luce
manc completamente per diversi minuti. Poi tutto si rischiar all'improvviso: le rive del canale erano
illuminate da file da lampadine ultra brillanti e poco pi avanti si apr un secondo tunnel, pi basso e
con la tipica insegna luminosa ad arco TUNNEL DELL'AMORE racchiusa tra due cuoricini rosa.
 uno scherzo disse Simon, per quella che gli parve la milionesima volta.
L l'aria era satura del profumo dei popcorn e di salsedine, e si sentivano i rumori tipici dei giri
in giostre. L'imbarcazione a forma di cigno sobbalz, come se si stesse spostando su un binario che
l'avrebbe portata dritta nel secondo tunnel. Simon si ritrov all'interno quasi senza rendersene conto.
Le luci alle sue spalle si affievolirono, sostituite da un tenue bagliore azzurro, con un classico
sottofondo musicale con prevalenza di violini. Sulle pareti del tunnel erano dipinte scene di innamorati
d'altri tempi: coppie che si baciavano sul dondolo, donne mollemente adagiate su spicchi di luna
crescente, fidanzati che si sporgevano uno verso l'altra al di sopra della stessa coppa di gelato. L'acqua
era illuminata da sotto e risplendeva di verde, riflettendosi sul soffitto. Simon si sporse da un lato
dell'imbarcazione per capire quanto fosse profonda, o se sotto di lui ci fosse qualcosa, ma gli sembr
bassa come in una normale giostra acquatica.
Che strano posto per incontrarsi disse una voce.
Simon si gir e scopr di condividere la barca-cigno con Jace. Era in piedi sulla parte anteriore,
appoggiato alla testa del pennuto. Trattandosi di lui, l'imbarcazione era rimasta in equilibrio perfetto,
senza la minima oscillazione.
Be', questa  veramente una svolta inaspettata.
Jace fece spallucce e si guard intorno dentro il tunnel.
Evidentemente una volta questa roba aveva una sua utilit comment. Forse per l'epoca
osare gite come questa era considerato "scabroso".... Ben quattro minuti di pomiciata libera, ti rendi
conto?
Il termine "pomiciata" era davvero brutto. E sentirlo usare da Jace lo peggiorava ulteriormente.
Allora, vuoi parlare tu o comincio io? fece Jace.
Parlare di cosa?
Jace indic il tunnel che li circondava, come se la risposta fosse ovvia.
Sappi che non mi sogno neanche di baciarti disse Simon. Mai nella vita.
Non avevo mai sentito una frase del genere.  un'esperienza unica.
Mi dispiace. Simon in realt non si sentiva minimamente dispiaciuto. Se proprio mi
piacessero i maschi, credo che non entreresti nemmeno nella mia top ten.
Jace si stacc dalla testa del cigno e and a sedersi accanto a Simon. Io mi ricordo come ci
siamo incontrati. E tu?
Hai deciso di giocare al gioco dei ricordi? Bella idea, davvero.
Non  un gioco. Io ti avevo visto, ma tu non avevi visto me. Mentre io vedevo tutto.
Proprio uno spasso fece Simon. Tu, io e il tunnel del... ma cosa cavolo stai dicendo?
Devi sforzarti di ricordare lo incoraggi l'altro.  importante. Ti devi ricordare come ci
siamo conosciuti.
Qualunque fosse la situazione in cui si trovava  un sogno, una sorta di stato di alterazione della
coscienza  stava virando in una direzione molto bizzarra.
Ma perch tu devi sempre entrarci?!
Guarda che qui non c'entro io, per niente. Qui c'entra quello che ho visto. Quello che sai tu. Ci
puoi arrivare, devi ricordartelo. Hai bisogno di questo ricordo.
Mi stai chiedendo di ricordare un posto in cui non ti ho visto?
Esatto. Perch non mi vedevi?
Perch eri coperto da un incantesimo rispose Simon.
Ma qualcuno mi vedeva.
Doveva trattarsi di Clary. Risposta ovvia. Ma...
Nei meandri dei pensieri di Simon qualcosa iniziava a muoversi. Era stato da qualche parte con
Clary, e Jace c'era... ma non c'era.
Era nei suoi ricordi, ma anche nel presente. Jace era sparito. La barca continu a scorrere
faticosamente in avanti, svoltando un angolo e rituffandosi nell'oscurit. Ci fu una lieve pendenza e
uno sbuffo di polvere grigia, poi il lamento di un fantasma di cartone e l'ingresso in una sorta di dimora
gotica. Da percorso degli innamorati, il viaggio si era trasformato in un giro nella casa infestata, una
stanza dopo l'altra. In biblioteca c'erano fantasmi appesi con i fili al soffitto e uno scheletro che sbuc
di colpo da un orologio a pendolo.
Quella fantasia, o qualunque cosa fosse, sembrava attingere ai ricordi di quando, da bambino,
era stato nella casa stregata a Disney World. Eppure, mentre si spostava da una stanza all'altra, tutto gli
sembrava sempre pi familiari: le pareti di pietra piene di crepe e fenditure, gli arazzi consunti... La
casa stregata si stava trasformando nell'Accademia. E infatti, ecco una versione spettrale della mensa e
delle aule.
Da questa parte, Simon.
Era Maia, che gli faceva segno con la mano da quello che aveva l'aria di essere un elegante
ufficio con le pareti rivestite in legno. Su quella alle sue spalle c'era un cartello con una scritta, forse i
versi di una poesia. Ne decifr solo uno: "antica e vera come il cielo". Maia indossava un completo
elegante, aveva i capelli raccolti e braccialetti d'oro rigidi ai polsi. Guard Simon con espressione
triste. Hai davvero intenzione di lasciarci? disse. Non vuoi pi essere un Nascosto? E diventare uno
di loro?
Maia le rispose, con un nodo in gola. Ricordava solo sommariamente la sua amicizia con lei
 forse pi di un'amicizia?  e quanto coraggiosa fosse quella ragazza, come gli era stata vicino quando
aveva avuto bisogno disperato di un'amica.
Ti prego disse lei. Non andare.
La barca pass rapidamente oltre, entrando in un'altra stanza, un normale soggiorno arredato
con mobili modesti. Era l'appartamento di Jordan. Il ragazzo usc dalla porta della camera da letto.
Aveva una ferita sul petto, la maglietta nera di sangue rappreso.
Ehi, coinquilino gli disse.
Simon ebbe l'impressione che il cuore gli si fosse fermato nel petto. Cerc di parlare, ma prima
di poter proferire parola tutto scivol nell'oscurit. Sent l'imbarcazione staccarsi dai binari con un
lieve tonfo, come se fosse giunta al termine del viaggio. A un certo punto, tutto acquist velocit. Il
tunnel si apr, l'imbarcazione beccheggi in avanti e acceler come mossa da una corrente impetuosa.
Per mantenere l'equilibrio, Simon dovette reggersi alla panchina su cui era piombato stavolta.
Era stato gettato alla deriva su una massa d'acqua sterminata, forse un grosso fiume. Al suo
fianco, lo skyline di New York era immerso nell'ombra. Gli edifici apparivano sinistramente privi di
illuminazione, bench le sagome fossero ancora riconoscibili. Non lontano, sulla sinistra, Simon
distinse l'Empire State Building. Davanti a lui, a circa un chilometro e mezzo d'altezza, si ergeva un
ponte che sovrastava il fiume sul quale stava navigando. Riusciva anche a distinguere, sulla riva destra,
il profilo in penombra di un'antiquata insegna della Pepsi. Quella la conosceva: si trovava accanto alla
base Queensboro Bridge, che portava nel Queens.
L'East River mormor fra s, guardandosi intorno.
L'East River non era un bel posto dove stare di notte, al freddo, dentro una barchetta a remi a
forma di cigno. L'East River era pericoloso, veloce e profondo.
Sent qualcosa urtare il posteriore del cigno, e si gir aspettandosi di vedere una chiatta carica di
rifiuti o una nave da carico. Invece no. Era un altro cigno. A bordo c'era una ragazzina che poteva
avere tredici o quattordici anni. Indossava un abito da ballo ridotto a brandelli e aveva lunghi capelli
biondi raccolti in due codini diseguali, che davano l'impressione di un volto asimmetrico, sbilenco.
Alline il proprio cigno a quello di Simon e, come niente fosse, sollev la gonna per passare da
un'imbarcazione all'altra. A lui venne spontaneo tenderle una mano per aiutarla, usando l'altra come
contrappeso per non perdere l'equilibrio. Era certo che il trasbordo avrebbe fatto vacillare i cigni.
Quando la distribuzione del peso cambi, in effetti ci fu un dondolio preoccupante, ma in qualche
modo riuscirono a non rovesciarsi. La ragazza si abbandon accanto a Simon sulla panca, che essendo
pensata per due persone desiderose di stare molto vicine, li costringeva a stare davvero pigiati l'uno
all'altra.
Ciao! gli disse, allegra, la sconosciuta. Sei tornato!
Ah, s?
C'era qualcosa che non andava nel viso di lei. Era troppo pallida. Aveva gli occhi circondati da
profonde occhiaie, le labbra di un grigio sbiadito. Simon non sapeva chi fosse, per provava una
sensazione molto inquietante.
 passata una vita! gli disse lei. Ma ora sei tornato. Sapevo che saresti tornato da me.
Chi sei?
La ragazza gli diede di gomito come se Simon avesse appena fatto una bella battuta.
Ma di, cosa dici... Sei troppo simpatico Per questo ti amo.
Tu mi ami?
Oh, su! Lo sai che ti amo. Siamo sempre stati io e te. Io e te per sempre.
Mi dispiace. Non ricordo.
La ragazza si guard intorno come se il fiume impetuoso e gli edifici bui fossero meravigliosi e
non ci si potesse trovare in un luogo migliore.
Ne  valsa la pena. Tu sei valso la pena.
Ehm... grazie?
Voglio dire, mi hanno ucciso per te. Mi hanno buttato in un bidone dell'immondizia. Per non
me la sono presa.
Ora il freddo imperversava anche dentro Simon, oltre che nell'aria.
Ma tu stai cercando lei, vero? Mmh, che nervi... riprese lei.
Clary?.
La ragazza agit una mano come se stesse allontanando una nube di fumo di sigaretta che la
disturbava.
Potresti stare con me. Essere il mio re. Stare con la Regina Maureen. Regina Maureen, la
regina della morte! La regina della notte! Io ho governato su tutto questo!
Fece un ampio gesto del braccio fino a indicare lo skyline. Per quanto fosse improbabile che
quella ragazza cos giovane avesse governato su New York, qualcosa, nella sua storia, suonava vero.
Simon lo sapeva. Era colpa sua. Non aveva esattamente fatto qualcosa, per avvertiva un senso di
colpa. Un senso di colpa tremendo, schiacciante, e una pesante responsabilit.
E se tu potessi salvarmi? gli chiese lei, sporgendosi nella sua direzione. Lo faresti?
Io...
E se fossi costretto a scegliere? lo incalz Maureen, sorridendo al pensiero. Potremmo fare
un gioco. Tu devi scegliere: me o lei. Insomma, sei il motivo per cui sono morta, perci... dovresti
scegliere me, no? Salvarmi.
Le nubi, sempre vigili quando capitava qualcosa di interessante, tornarono ad addensarsi. Il
vento si alz e il fiume form una scia che scosse bruscamente l'imbarcazione.
 in acqua, sai. L'acqua nella fontana che proviene dal lago. L'acqua nel lago che proviene dal
fiume. L'acqua nel fiume che proviene dal mare. Lei  in acqua, in acqua, in acqua...
Simon prov una fitta tremenda al petto, come se qualcuno gli avesse assestato un potente
pugno contro lo sterno. Appena oltre il bordo del cigno comparve qualcosa, forse sassi coperti di alghe.
No. Era un viso, incorniciato da una corona di capelli. Era Clary. Galleggiava a pancia in su, con gli
occhi chiusi e i capelli a farle strada. Simon si sporse per afferrarla, ma l'acqua scorreva troppo rapida e
la trascin a monte.
Potresti risolvere tutto! grid Maureen, saltando in piedi. L'imbarcazione barcoll. Chi hai
intenzione di salvare, Diurno?
Pronunciate quelle parole, si tuff dall'altro lato del cigno. Simon si aggrapp al lungo collo per
non cadere e scrut le acque. Clary si era gi allontanata di altri cinque metri almeno, e ora anche
Maureen galleggiava alla stessa maniera, zitta e all'apparenza addormentata, a circa met della
distanza.
Non c'era molto tempo per pensare. Simon non era un grande nuotatore, e la corrente del fiume
probabilmente l'avrebbe trascinato gi. Ma il freddo l'avrebbe intontito, quindi sarebbe morto anche
prima.
E aveva due persone da salvare.
"Tutto questo non  reale" si disse. Ma il dolore nel petto non era d'accordo. Il dolore lo stava
chiamando. E poi era sicuro che, reale o no, saltando nel fiume avrebbe sofferto come o pi di quanto
gli fosse mai successo. Il fiume era anche fin troppo reale.
Ma il resto? Cosa doveva fare? Doveva ignorare la ragazzina e passare oltre? Sempre che
riuscisse a spingersi tanto in l.
Scelte difficili disse una voce alle sue spalle.
Simon non ebbe bisogno di girarsi per sapere che apparteneva a Jace, che, disinvolto, se ne
stava appoggiato alla coda del cigno.
Alla fine  di questo che si tratta. Scelte difficili. Che non diventano mai pi semplici.
Non mi sei di aiuto gli disse Simon togliendosi le scarpe con un calcio.
Quindi ti butti? Jace guard l'acqua e rabbrivid. Persino io ci penserei due volte. Io, che
sono un campione.
Perch devi sempre esserci di mezzo tu?
Io vado dove va Clary.
I due corpi andavano alla deriva.
Anch'io disse Simon. E con quelle parole salt gi dal lato destro del cigno, tappandosi il
naso. Niente tuffi, niente spettacolo. Saltare bastava, e almeno non si sarebbe capovolto.
All'impatto con l'acqua, il dolore fu addirittura pi intenso di quanto si fosse immaginato. Fu
come buttarsi in mezzo a un mucchio di schegge di vetro. Il gelo gli crepit in tutto il corpo, e lo shock
fece uscire tutta l'aria dai polmoni. Tent di tornare al cigno, che per si allontan, con Jace che
salutava dalla coda. Intanto i vestiti bagnati lo stavano gi trascinando sotto... Doveva combattere. Per
quanto difficile fosse muovere le braccia, le allung per cercare di nuotare. Ma i muscoli si contrassero,
incapaci di funzionare a quella temperatura polare.
Nessuno di loro sarebbe potuto sopravvivere. E quello non sembrava affatto un sogno. Stare in
quell'acqua, che lo stava tirando verso il basso con forza crescente, equivaleva a essere gi morti.
Qualcosa per scatt nella sua testa, informazioni fino a quel momento relegate negli angoli pi remoti
della mente: lui sapeva com' essere morti. Aveva dovuto farsi largo con le unghie per uscire da
sottoterra. Aveva avuto gli occhi e la bocca pieni di terra. La ragazzina, Maureen, era morta. Clary no.
Lo sapeva perch anche il suo cuore continuava a battere  in maniera irregolare, per batteva ancora.
Clary.
Si allung lottando contro la forza dell'acqua. Una bracciata.
Clary.
Due bracciate. Due bracciate erano ridicole. L'acqua era pi veloce, pi potente dei suoi arti
pesanti e tremanti. Inizi ad avere sonno.
Non puoi arrenderti adesso disse Jace. Il cigno era ruotato su se stesso e ora si trovava alla
destra di Simon, appena fuori dalla sua portata. Dimmi cosa sai.
Simon non era dell'umore giusto per essere sottoposto a un interrogatorio. Il fiume, la terra
stessa lo stavano trascinando gi.
Dimmi cosa sai insist Jace.
Io... Io...
Simon non riusciva a dare forma alle parole.
Dimmelo!
C... C... Clary...
Clary. E cosa sai di lei?
Proprio non riusciva pi a parlare. Per conosceva la risposta. Sarebbe andato da lei. Vivo.
Morto. Lottando contro il fiume. Anche se alla fine accanto a lei fosse sfilato il suo corpo inerme, in un
certo senso sarebbe bastato. Quella consapevolezza gli scald il corpo, almeno un pochino. Scalci
contro l'acqua.
Eccoci! Adesso s che va bene. Vai, che ce la fai!
Il corpo di Simon fu percorso da un brivido violento, dalla testa ai piedi. La faccia gli fin per
un istante sott'acqua, bevve e si sent bruciare da dentro. Torn in superficie, sput.
Una bracciata. Due. Tre. Non era pi cos inutile. Stava nuotando. Quattro. Cinque. Le cont
tutte. Sei. Sette.
Conosco quella sensazione riprese Jace, navigandogli accanto.  difficile da spiegare. Non
ci sono manuali d'istruzione che ti insegnano.
Otto. Nove.
La citt inizi a illuminarsi. A partire dal livello del terreno, le luci comparvero salendo su su
fino al cielo.
Quando lo capisci, sai che puoi fare qualunque cosa, perch devi. Perch sei tu. Da solo.
Dieci. Undici.
A quel punto non c'era pi bisogno di contare. Jace e il cigno erano sempre pi lontani, e lui era
solo a nuotare, con il corpo che gli pulsava di adrenalina. Si gir per cercare Maureen, ma era sparita.
Clary, invece, era ancora chiaramente visibile, a galla poco innanzi a lui. Anzi, non a galla.
Nuotava. Andandogli incontro. Stava facendo esattamente quello che faceva lui, forzando il
corpo a spingersi in avanti, tremando mentre fendeva l'acqua.
Simon mand a segno le ultime bracciate e percep il tocco della sua mano. Ce l'avrebbe fatta...
Ce l'avrebbe fatta con lei. E sorrideva, con le labbra blu.
E poi sent il terreno sotto di s, una qualche superficie sotto l'acqua, a un metro di profondit al
massimo. Clary reag nello stesso istante ed entrambi si abbracciarono, rimettendosi in piedi a fatica.
Erano dentro la Bethesda Fountain, e la statua dell'angelo li guardava riversando acqua sopra le loro
teste.
T...Tu... fece Clary.
Simon non cerc di parlare. La strinse, e insieme rabbrividirono prima di uscire con cautela
dalla fontana e sdraiarsi sulle mattonelle della terrazza per riprendere fiato. La luna era grande, troppo
grande e troppo vicina.
Simon disse mentalmente alla luna di smetterla di stare cos vicino e di essere cos luminosa,
anzi di piantarla di essere cos lunatica. Allung la mano per prendere quella di Clary, gi aperta in
attesa della sua.
Quando apr gli occhi, non era pi all'aperto. Era su qualcosa di piuttosto comodo e lussuoso.
Abbass una mano e sent sotto di s una superficie di velluto. Si guard intorno e cap che si trovava
su uno dei divani della sala ricevimento. Il servizio da t era l davanti ai suoi occhi. Magnus e Catarina
stavano confabulando in piedi davanti alla parete e Jem era sulla sedia che li separava, osservandoli
entrambi.
Mettiti a sedere lentamente gli disse. Fai qualche respiro profondo.
Simon era incredulo. Ma cosa cavolo...
Avete bevuto l'acqua del Lago Lyn spieg con calma Jem. Acqua che provoca
allucinazioni.
Ci avete fatto bere l'acqua del... del Lago Lyn?! E dov' Clary?
Sta bene lo rassicur Jem. Bevi un po' d'acqua. Immagino che avrai sete.
Simon aveva gi un bicchiere davanti alle labbra. Glielo porgeva Catarina.
Volete scherzare? Secondo voi io bevo questa roba, dopo quello che  appena successo?!
Va tutto bene lo tranquillizz Catarina. Bevve lei stessa un lungo sorso dal bicchiere che
aveva in mano, poi glielo rimise davanti. In effetti s, Simon stava facendo i conti con un grave caso di
lingua impastata. Se la sentiva spessa e asciutta. Prese il bicchiere e lo svuot in un colpo solo, poi lo
riemp ancora e ancora, versando dalla caraffa che era sul tavolo. Soltanto dopo il terzo bicchiere si
sent davvero in grado di riprendere a parlare.
Ma la gente non impazzisce? chiese, senza preoccuparsi in alcun modo di dissimulare la
rabbia nella voce.
Jem era seduto tranquillo, con le mani posate sulle ginocchia. Simon ora coglieva la sua vera
et, non dal viso ma dagli occhi: erano specchi scuri che riflettevano il trascorrere di innumerevoli anni.
Se qualcosa fosse andato storto, saresti stato con i Fratelli Silenti nel giro di un'ora. Forse io
non sar pi uno di loro, ma mi  gi capitato di curare chi ha consumato quell'acqua. Magnus ha
preparato il t perch aveva gi lavorato con le menti di entrambi. Catarina, poi,  infermiera. Siete
sempre stati al sicuro. Mi spiace, nessuno di noi voleva ingannarvi. L'abbiamo fatto per il vostro bene.
Non  una spiegazione protest Simon. Voglio vedere Clary. Voglio sapere che cosa sta
succedendo.
Sta bene ribad anche Catarina. Ora vado a vedere cosa sta facendo. Non ti preoccupare.
Se ne and, e Jem si sporse in avanti sulla sedia.
Prima che Clary venga qui, io ho bisogno di sapere una cosa: che cos'hai visto?
Quando mi avete drogato?
Simon,  importante. Che cosa hai visto?
Ero a New York. Cio, pensavo di essere a New York. Ci siamo andati? Avete aperto un
Portale?
Jem scosse la testa.
Siete rimasti per tutto il tempo in questa stanza. Dimmi, ti prego.
Io e Clary ci trovavamo a Central Park, davanti alla Bethesda Fountain. A un certo punto
l'angelo  volato via, la fontana si  allagata e Clary  sparita. Poi  arrivata una specie di barca e io mi
sono ritrovato a fare il giro nel Tunnel dell'Amore con Jace, che continuava a ripetermi di ricordare
dove ci eravamo conosciuti, anche se io non lo vedevo.
Fermati un istante, Simon. Cosa significa questo per te?
Non ne ho idea. So soltanto che diceva che dovevo ricordare.
E tu ricordi?
No! esclam. Non ricordo quasi niente. Forse che ero con Clary, probabilmente. Clary
riusciva a vederlo.
Continua. Che cosa  successo poi?
Ho visto Maia. E ho visto Jordan. Era coperto di sangue. Sono stato buttato al largo dell'East
River, ed  spuntata una ragazzina di nome Maureen che diceva di essere morta per colpa mia. Clary
galleggiava sull'acqua e io...
Rabbrivid di nuovo. Jem si alz subito per offrirgli una coperta, avvolgendogliela intorno alle
spalle.
Avvicinati al caminetto gli disse, guidandolo verso una sedia. Dopo che Simon si fu un po'
riscaldato, l'altro lo incoraggi a continuare.
Maureen mi ha detto che dovevo decidere chi salvare tra loro due.  ricomparso Jace e mi ha
fatto la predica su come tutte le scelte siano difficili. E alla fine mi sono buttato.
Chi hai deciso di salvare?
Io non... non ho deciso nulla. Sapevo di dovermi buttare. E sapevo che Maureen era morta.
Cos ha detto lei. Clary, invece, no. Dovevo andare da lei e basta. All'improvviso mi  venuta un sacco
di energia e sono riuscito ad andarle incontro. Quando ho alzato gli occhi, mi sono accorto che anche
lei stava nuotando verso di me.
Jem si appoggi all'indietro contro lo schienale e tenne le dita giunte a piramide per un istante.
Voglio vedere Clary disse Simon battendo i denti. Il suo corpo era caldo  forse non era mai
stato freddo, in realt  eppure l'acqua del fiume continuava a sembrargli pi che reale.
Nel giro di un istante, Catarina ricomparve in compagnia di Clary, anche lei con una coperta
intorno alle spalle. Jem si alz immediatamente e le offr la propria sedia. Gli occhi della ragazza,
grandi e splendenti, guardarono Simon con sollievo.
 successo anche a te? Di qualunque cosa si sia trattato.
S,  successo a tutti e due. Stai bene?
Sto bene. Ho soltanto... un freddo cane. Pensavo di essere nel fiume.
Simon smise di tremare.
Pensavi di essere nel fiume?
Cercavo di nuotare verso di te gli spieg Clary. Eravamo a Central Park e tu sei stato
risucchiato sottoterra. Come se ti stessero seppellendo vivo. E poi  arrivato Raphael, e io ero in moto
con lui, abbiamo volato sopra il fiume e ti ho rivisto. Sono saltata gi...
Da dietro la sedia di Clary, Catarina annuiva.
Anch'io ho visto qualcosa del genere fece Simon. Non esattamente, ma... s, insomma, pi
o meno. E ho trovato te. Che nuotavi verso di me. Poi rieccoci a...
... a Central Park. Vicino alla fontana con l'angelo.
Anche Magnus si era unito al gruppo, mettendosi sdraiato su un divano. La Bethesda Fountain.
 possibile che gli Shadowhunters c'entrino qualcosa con la sua costruzione. Dico per dire, eh.
Cosa significa tutta questa storia? Perch? volle sapere Simon.
Voi due siete diversi gli rispose Magnus. Ci sono cose, nella vostra storia, per cui...
bisognava procedere in maniera diversa. Tanto per cominciare, a entrambi sono stati bloccati dei
ricordi. Clary ha un'insolita quantit di sangue angelico. E tu, Simon, eri un vampiro.
Lo sappiamo. Ma perch avete dovuto drogarci per fare una cosa simbolica?
Non era simbolica. La prova dei parabatai  la prova del fuoco disse Catarina. Si sta dentro
a due anelli di fuoco per creare un legame. Questa... questa  stata la prova dell'acqua. La natura stessa
della prova richiedeva di non sapere cosa fosse. Prepararvi mentalmente a ci che stava per accadere
avrebbe potuto ripercuotersi sul risultato. Questa prova non riguardava Julian ed Emma. Riguardava
voi due. Pensate a ci che avete visto e imparato. Pensate a come vi siete sentiti. Pensate al momento in
cui siete stati entrambi in grado di nuotare l'uno verso l'altra, quando non vi restava pi niente, quando
sareste dovuti morire.
Simon e Clary si fissarono a vicenda. La situazione cominciava a farsi un po' pi chiara.
Avete bevuto l'acqua e vi siete ritrovati nello stesso luogo dentro la vostra mente spieg Jem.
Siete stati capaci di ritrovarvi. Eravate legati. "E avvenne... che l'anima di Gionata era legata
all'anima di Davide, e Gionata lo amava come se stesso."
Parabatai? esclam Simon. Fermi, fermi un attimo. State cercando di dirmi che  tutta
questione di diventare parabatai? Ma io non posso avere un parabatai. Ho compiuto diciannove anni
due mesi fa.
Non esattamente precis Magnus.
Cosa intendi dire con "non esattamente"?
Simon rispose lo stregone in tono schietto. Tu sei morto. Sei rimasto morto per quasi sei
mesi. Anche se te ne andavi in giro tranquillo, non eri vivo, non come un umano. Quindi quel periodo
non conta. Secondo i canoni Shadowhunter, tu hai ancora diciotto anni. E un intero anno per trovare un
parabatai. Guard in direzione di Clary. Clary, come sai,  ancora nei limiti d'et. Dovresti avere il
tempo di Ascendere e poi diventare parabatai immediatamente... se  quello che vuoi. Ci sono persone
adatte come poche altre a compiere questo passo. Nate per farlo, si potrebbe dire. La gente crede sia
questione di andare d'accordo, di essere sempre dello stesso parere, in sincronia. Sbagliato.  questione
di essere, insieme, meglio che separati. Di combattere meglio. Alec e Jace non sono andati sempre
d'accordo, ma sono sempre stati meglio insieme.
Mi hanno parlato spesso di quanta devozione reciproca ci fosse tra voi due disse Jem con la
sua voce suadente. Del modo in cui vi siete sempre difesi a vicenda mettendo l'altro al primo posto.
Quando un legame parabatai  autentico, quando l'amicizia scorre profonda e sincera, pu diventare...
trascendente. C'era una tristezza nei suoi occhi, una tristezza cos intensa da fare quasi paura.
Dovevamo scoprire se quello che era stato notato in voi corrispondeva al vero, per il vostro bene.
State per essere testimoni della cerimonia, ed  un'esperienza capace di suscitare una potente reazione
nei veri parabatai. Dovevamo sapere con certezza che le cose fra voi stavano cos e che potevate
affrontare la situazione. La prova ci ha detto ci che ci serviva sapere.
Clary aveva gli occhi sgranati. Simon... sussurr. Aveva la voce roca.
Una sorta di dettaglio tecnico aggiunse Magnus. Ma gli Shadowhunters non hanno problemi
con i dettagli tecnici: li adorano! Prendete Jem. Jem  un dettaglio tecnico fatto persona. Non si pu
smettere di essere un Fratello Silente, invece... eccolo qui.
Jem sorrise, e la tristezza nel suo sguardo si dilegu.
Parabatai ripet Clary.
E in quel momento Simon sent che qualcosa si posava su di lui. Qualcosa di simile a una
coperta in una giornata fredda. Qualcosa di completamente rassicurante.
Parabatai disse.
Segu un lungo momento di silenzio nel quale tutto fu chiaro. Non c'era bisogno di discuterne.
Come non c' bisogno di chiedersi se il cuore dovrebbe o non dovrebbe battere, se sia il caso o no di
respirare. Lui e Clary erano parabatai. Tutta la rabbia che provava era sparita. Ora sapeva. Aveva
Clary, e lei avrebbe avuto lui. Per sempre. Due anime intrecciate.
Come facevate a saperlo? domand.
Non  tanto difficile da vedere rispose Magnus. Finalmente nella sua voce era tornata un po'
della consueta leggerezza. E poi io sono letteralmente magico, mia cara.
 piuttosto evidente aggiunse Catarina.
Persino io lo sapevo le fece eco Jem. Pur senza conoscervi molto bene. I veri parabatai
hanno sempre un non so che. Non hanno bisogno di parlare per comunicare. Io ho visto voi due
intrattenere conversazioni intere senza dire una parola.  stato cos con il mio parabatai, Will. Non
dovevo mai chiedergli a cosa stesse pensando. Anzi, in genere era meglio non farlo...
A quel commento, Magnus e Catarina sorrisero.
Ma tra voi lo vedo. Gli autentici parabatai sono legati da molto prima che la cerimonia abbia
luogo.
Quindi possiamo... possiamo farla? domand Clary.
Potete. Ma non stasera. Nella Citt Silente ci saranno discussioni in proposito, di sicuro,
perch si tratta di un caso insolito rispose Jem.
D'accordo intervenne Catarina. Adesso entra in gioco l'infermiera. Basta per stasera, voi
due dovete dormire. Quell'acqua ti manda al tappeto. Domattina starete bene, ma ora avete bisogno di
riposo. Riposo e idratazione. Su.
Simon fece per alzarsi, ma scopr che le gambe lo avevano abbandonato lasciandogli in cambio
un surrogato di gelatina. Catarina lo prese sotto una spalla e lo aiut, mentre Magnus faceva lo stesso
con Clary.
Stasera c' una camera anche per te, Clary disse Catarina. Domattina vi faremo portare le
tenute per la cerimonia di Julian e Emma.
Aspettate! disse Simon, mentre lo stavano accompagnando fuori. Jace continuava a ripetere
che dovevo ricordarmi dove ci eravamo conosciuti. Cosa significa?
Questo lo devi capire tu rispose Jem. Le visioni causate dal Lago Lyn possono suscitare
sentimenti molto intensi.
Simon annu. Il suo corpo stava iniziando a cedere, cos lasci che Catarina lo aiutasse a tornare
in stanza.
Che cosa ti  successo? gli chiese George appena Caterina lo fece entrare dalla porta.
Per quanto tempo sono stato via? domand a sua volta Simon, crollando a faccia in gi sul
letto. Doveva essere un segno di stanchezza estrema se quel materasso tremendo, con le molle
appuntite, ora gli sembrava comodo come cento cuscini in piumino d'oca adagiati sul pavimento di un
castello gonfiabile.
Due ore, forse. Hai una faccia... Cos' successo?
Alla fine il cibo ha avuto la meglio su di me mormor Simon.
E poi si addorment.
Al risveglio, Simon fu sorpreso di sentirsi bene. Si alz addirittura prima di George. Scivol
fuori dal letto in silenzio, quindi prese asciugamano ed effetti personali per scendere nei bagni. Sul
pavimento fuori dalla porta, dentro una scatola nera, trov una tenuta formale. Era molto simile a
quella ordinaria, solo pi leggera, di un nero in qualche modo pi intenso e pi pulita della maggior
parte delle altre. Niente lacrime. Niente icore. Roba elegante, insomma. Torn indietro per posare la
scatola sul letto e prosegu senza fare rumore verso il bagno. Non si era ancora svegliato nessuno,
perci aveva tutto quel bel posticino ammuffito per s. Scopr che, se ti alzavi per primo, in effetti un
po' di acqua calda riuscivi a rimediarla, cos rimase in piedi sotto il getto fingendo di non sentire
l'odore di ruggine e lasci che il corpo si rilassasse al calore. Dalla finestra in alto entrava il minimo di
luce indispensabile per radersi in maniera quasi dignitosa.
Cammin attraverso i corridoi vuoti dell'Accademia, addolciti dalle prime luci del giorno. Quel
mattino, niente sembrava poi tanto severo. Quasi accogliente, piuttosto. Trov persino uno dei
caminetti del corridoio acceso, e vi rimase accanto per scaldarsi un po' prima di uscire a prendere una
boccata d'aria. Non si stup quando vide Clary, gi vestita, seduta sul primo gradino delle scale a
osservare la foschia dell'alba che fluttuava sopra i campi.
Ti sei svegliato presto anche tu, eh?
Si sedette al suo fianco.
Gi. Bisogna alzarsi prima che inizino a cucinare,  l'unico modo per farcela. Io per sto
morendo di fame.
Clary rovist per un istante dentro la sua borsa e ne estrasse un bagel avvolto in tanti
tovagliolini di carta.
Ma quello ... Simon non ci credeva.
Pensavi che sarei arrivata da New York a mani vuote? Niente formaggio spalmabile, per  gi
qualcosa. Io so cosa ti ci vuole!
Simon rimase per un momento fermo con il bagel in mano.
S, ha senso disse Clary. Tu e io.  sempre stato cos. Noi siamo sempre stati cos. Tu non...
So che tu non ricordi tutto, per siamo sempre stati tu e io.
Ricordo abbastanza. Provo abbastanza.
Simon avrebbe voluto dire di pi, ma l'enormit di quella cosa... era meglio non parlarne
troppo. Per il momento, almeno. Quel sentimento era ancora troppo fresco nella sua mente, quel
sentimento di... completezza.
Addent il bagel. Non si rinuncia mai a un bagel.
Emma e Julian disse tra un morso e l'altro hanno soltanto quattordici anni.
Jace e Alec ne avevano quindici.
Eppure, sembra che... Voglio dire, ne hanno passate tante. L'attacco all'Istituto di Los
Angeles.
Lo so disse Clary annuendo. Ma le esperienze pi negative... a volte uniscono. Sono dovuti
crescere in fretta.
Una carrozza tirata da un cavallo nero comparve in fondo alla strada che portava in Accademia.
Si stava avvicinando, e Simon riconobbe alle redini una sagoma avvolta in una semplice veste color
pergamena. Quando la carrozza si ferm e la figura si gir verso di loro, not anche le rune che le
sigillavano la bocca. Nel momento in cui parl, il nuovo venuto non lo fece pronunciando normali
parole, ma con una voce che viaggi dritta nella mente di Simon.
Sono Fratello Azaria. Sono qui per portarvi alla cerimonia. Salite, prego.
Ma ci pensi che forse c' stato un tempo in cui, davanti a uno spettacolo del genere, ce la
saremmo fatta sotto? disse Simon a bassa voce, mentre salivano in carrozza.
Non me lo ricordo nemmeno pi gli rispose Clary.
Oh, finalmente c' qualcosa che nessuno dei due ricorda! Una volta tanto siamo pari!
L'interno della carrozza era piuttosto semplice: fodere nere, tendine nere, nero tutto, in realt.
Per era ben ammortizzata e comoda, per quanto potesse essere comoda una carrozza con un cavallo
lanciato a tutta velocit. Era chiaro che fratello Azaria non temeva la velocit, e ben presto
l'Accademia fu lontana. Simon e Clary, seduti l'uno di fronte all'altra, si guardavano. Lui prov a dire
qualcosa, ma i continui scossoni del mezzo che correva verso la Pianura di Brocelind gli facevano
tremare la voce. Le strade di Idris non erano le lisce autostrade alle quali era abituato Simon. Erano
lastricate di pietra, senza aree di sosta con Starbucks e toilette. Il riscaldamento non c'era, ma ognuno
di loro aveva a disposizione una pesante coperta di pelliccia. Da vegetariano, lui non aveva molta
voglia di servirsene. Da persona che stava congelando e non aveva alternative, la us.
Non aveva l'orologio, non aveva il telefono n altro che potesse indicargli il trascorrere del
tempo se non il sorgere di un sole tardo autunnale. Calcol che avessero viaggiato per un'ora, forse di
pi. Entrarono nella rassicurante ombra della Foresta di Brocelind: il profumo degli alberi e delle foglie
era quasi inebriante, e il sole le fendeva a lance e strisce sottili, illuminando il viso e i capelli di Clary.
Il suo sorriso.
La sua parabatai.
Si fermarono nel folto della foresta, ma non troppo in profondit. La porta si apr e Fratello
Azaria li accolse.
Siamo arrivati.
In un certo senso, stare fermi era anche peggio. Simon aveva l'impressione che testa e corpo
non facessero che tremare... Alz gli occhi e vide che erano vicini ai piedi di una montagna che si
stagliava sopra gli alberi.
Da questa parte.
Seguirono Fratello Azaria lungo una stradina a stento individuabile, un sentiero appena marcato
sul quale si erano posati diversi piedi ma leggeri, che avevano lasciato segni quasi impercettibili larghi
pochi centimetri. In mezzo a un folto d'alberi sul versante della montagna si apriva un ingresso alto
circa quattro metri e mezzo, largo alla base e stretto alla sommit. Subito sopra l'architrave c'era il
bassorilievo di un angelo. Fratello Azaria afferr uno degli anelli sul portone e lo batt forte, una volta
sola. Si apr, e fu come se lo facesse di propria volont.
Percorsero uno stretto passaggio delimitato da pareti di marmo, lisce e lucide, e scesero una
scalinata di pietra. Non c'era corrimano, perci Simon e Clary si appoggiarono al muro per non cadere.
Fratello Azaria non aveva di questi timori: sembrava che scivolasse con grande fluidit verso il basso.
Da l si trovarono in uno spazio pi grande, che in un primo momento a Simon parve di pietra. Un
istante dopo si accorse che quelli non erano sassi, ma mosaici di ossa  alcune bianco gesso, alcune
grigie, alcune color cenere e altre di un inquietante brunastro. Le ossa lunghe formavano archi e
colonne, mentre i crani, con la calotta rivolta verso l'esterno, costituivano gran parte delle pareti. Alla
fine furono lasciati in una stanza dove l'arte ossea era realmente ambiziosa, con ampi motivi circolari
di crani e ossa sovrastati da strutture pi elaborate, come grandi lampadari a bracci illuminati da
stregaluci.
Voi aspettate qui.
Fratello Azaria usc, Simon e Clary furono lasciati soli. Una cosa a proposito della Citt Silente:
era davvero all'altezza del suo nome. Simon non era mai stato in un luogo altrettanto privo di suoni.
Aveva persino paura che, se avesse parlato, le pareti di ossa sarebbero crollate, seppellendoli entrambi.
Probabilmente non sarebbe accaduto  sarebbe stato un errore di progettazione colossale  ma la
sensazione era forte.
Qualche istante dopo la porta si riapr e comparve Julian, da solo. Julian Blackthorn poteva
anche avere quattordici anni, ma ne dimostrava di pi. Sembrava persino pi grande di Simon. Era
cresciuto un bel po' e ora i due potevano guardarsi negli occhi. Aveva i caratteristici capelli castano
scuro, folti e ricci, della sua famiglia, e il viso esprimeva una seriet composta. Era una seriet che
ricordava a Simon l'espressione di sua madre quando suo padre era morto e lei aveva trascorso notti
insonni preoccupandosi di come pagare il mutuo e sfamare i figli, adesso che doveva crescerli tutta
sola. Nessuno portava quel genere di espressione per scelta. Gli unici indizi che Julian non fosse adulto
erano la tenuta un po' larga e il fisico allampanato.
Julian! esclam Clary, con l'aria di chi avrebbe voluto abbracciarlo ma aveva poi cambiato
idea. Il ragazzo sembrava troppo serioso per venir stretto. Dov' Emma?
Sta parlando con Fratello Zaccaria le rispose. Volevo dire, con Jem. Sta parlando con Jem.
Julian sembrava profondamente imbarazzato per questa cosa, ma non dell'umore giusto per
essere sottoposto ad altre domande al riguardo.
E allora, fece Clary come ti senti?
Il ragazzo si limit ad annuire e a guardarsi intorno.
Esit. Voglio... Voglio farlo e basta. Finirla.
Quella risposta suon un po' strana. Ora che Simon pensava alla sua cerimonia con Clary,
l'idea gli sembrava entusiasmante. Un evento da attendere con impazienza. Ma Julian ne aveva passate
tante: aveva perso i suoi genitori, suo fratello e sua sorella maggiori. Non doveva essere per niente
facile affrontare una cosa cos importante senza la loro presenza.
Era difficile guardare Julian e non ripensare di aver visto suo fratello Mark non molto tempo
prima. Mark, imprigionato e quasi impazzito. Non ripensare di aver deciso che fosse meglio non dire
niente a Julian, perch sarebbe stato troppo crudele. Simon continuava a ritenere giusta la sua
decisione, ma questo non voleva dire che non gli pesasse come un macigno sull'anima.
Come si sta a Los Angeles? domand, e se ne pent immediatamente. Come si sta a Los
Angeles?! Come vuoi che si stia nel posto dove hai visto morire tuo padre e rapire tuo fratello dalle fate
per sempre?
La bocca di Julian si arricci agli angoli. Come se il ragazzo si fosse reso conto che Simon era a
disagio e lo capisse, per allo stesso tempo trovasse il tutto divertente.
Simon ci era abituato.
Fa caldo rispose.
Bastava.
Come sta la tua famiglia? gli chiese invece Clary.
Il viso di Julian si illumin, occhi che scintillavano come la superficie dell'acqua. Stanno tutti
bene. Ty si  appassionato ai polizieschi, Dru all'horror... Guarda ogni genere di film mondano che
non dovrebbe. Poi per ha paura e deve dormire con la stregaluce accesa. Livvy  diventata bravissima
con la sciabola e Tavvy...
Si interruppe appena vide Jem ed Emma che scendevano le scale. Il passo di lei sembrava pi
leggero. C'era qualcosa, in quella ragazza, che ricordava a Simon un'estate perenne in spiaggia: i
capelli schiariti dal sole, i movimenti aggraziati, il colorito sempre leggermente abbronzato.
All'interno di una delle braccia le correva una brutta cicatrice.
Guard subito Julian, che annu e poi si mise a passeggiare su e gi per la stanza. Emma strinse
immediatamente Simon in un abbraccio. Anche se la ragazza aveva le braccia pi piccole delle sue, le
sent forti come cavi d'acciaio. Profumava di schiuma marina.
Grazie per essere venuto. Volevo scriverti, ma loro... Per un istante si sofferm con lo
sguardo su Jem. Hanno detto che ti avrebbero avvisato loro. Grazie, a tutti e due.
Julian fece scorrere la mano lungo la parete di marmo, perfettamente levigata. Era come se
facesse fatica a guardare Emma. Lei lo raggiunse, e Jem la segu, parlando brevemente con entrambi.
Clary e Simon si tennero da parte a guardarli. Qualcosa, nel modo in cui si stavano comportando Emma
e Julian, non corrispondeva esattamente a quello che Simon si sarebbe aspettato. Certo, un po' di
nervosismo era normale, ma...
No, c'era dell'altro.
Clary tir Simon per la manica, facendogli capire che doveva chinarsi perch aveva bisogno di
parlargli all'orecchio.
Sembrano cos... Clary interruppe la frase e inclin leggermente la testa di lato. ... cos
giovani.
Nella sua voce c'era una nota dalla quale si evinceva come quella frase non fosse una semplice
affermazione. C'era qualcosa che non andava. Ma Simon non ebbe tempo di capire cosa, perch Jem,
Emma e Julian tornarono da loro.
Ora vi accompagno nella sala annunci Jem. Clary camminer con Emma, Simon
camminer con Julian. Vi sentite pronti a continuare?
Sia Emma sia Julian deglutirono forte e sgranarono gli occhi, ma entrambi riuscirono a dire di
s.
Allora procediamo. Seguitemi, prego.
Altri corridoi, dove per le ossa lasciarono il posto ad altro marmo bianco, e poi a marmo che
sembrava oro. Arrivarono davanti a un grande portone doppio che venne spalancato da Fratello Azaria.
Lo spazio che si apr era il pi ampio fino a quel momento, con un altissimo soffitto a cupola. C'erano
marmi di tutti i colori: bianco, nero, rosa, oro, argento. Tutte le superfici erano straordinariamente lisce.
Al centro, un cerchio di Fratelli Silenti, forse venti in tutto, che si apr per lasciar entrare i nuovi venuti.
La luce, fioca, proveniva da candelabri a muro dorati o da candele tremolanti. L'aria era satura
d'incenso.
Simon Lewis e Julian Blackthorn riecheggi la voce di Jem. Per un attimo Simon ebbe
l'impressione di averla sentita dentro la mente, come gli era capitato un tempo con Fratello Zaccaria.
Serbava una profondit pi ricca di una normale voce umana. Andate dall'altra parte del cerchio, dove
vi hanno fatto spazio. Quando arrivate, restateci. Vi verranno fornite istruzioni.
Simon guard Julian, diventato bianco come un foglio di carta. Anche se sembrava sul punto di
svenire, incedette nella stanza con passo sicuro, e lui lo segu. Clary ed Emma presero i loro posti sul
lato opposto. Jem si un al cerchio dei Fratelli Silenti che, all'unisono, indietreggiarono di un passo e lo
ampliarono. Ora loro quattro erano al centro.
All'improvviso, dal pavimento salirono due anelli di fuoco bianco e oro. Le loro fiamme si
alzavano per pochi centimetri soltanto, per bruciavano intensamente ed emanavano molto calore.
Emma Carstairs. Fai un passo in avanti.
Le voci risuonarono dentro la testa di Simon: erano tutti i Fratelli che parlavano come uno solo.
Emma guard Clary, poi fece un unico passo dentro a uno dei cerchi di fuoco. Fiss lo sguardo su
Julian e gli rivolse un ampio sorriso.
Julian Blackthorn. Fai un passo in avanti.
Julian entr nell'altro anello. Il suo passo fu pi veloce, ma tenne la testa abbassata.
Testimoni, voi starete sulle ali dell'angelo.
A Simon ci volle un momento per capire, poi vide che, incisa sommariamente nel pavimento,
c'era una figura d'angelo con le ali distese. Prese posto sopra una di esse, Clary occup l'altra. Questo
lo port un po' pi vicino all'anello di fuoco: sent il suo calore insinuarsi piacevolmente sui piedi
freddi. Da quel punto privilegiato riusciva a vedere sia l'espressione di Emma sia quella di Julian.
E che cosa vedeva? Era qualcosa che conosceva.
Che la Prova del Fuoco abbia inizio. Emma Carstairs, Julian Blackthorn, entrate nell'anello
centrale. In questo anello voi sarete legati.
Comparve un anello centrale, unito agli altri due. Un diagramma di Venn infuocato. Non
appena Emma e Julian furono all'interno, l'anello centrale divamp, arrivando ad altezza vita.
In quell'istante, qualcosa scatt tra i due ragazzi. Fu cos rapido che Simon non avrebbe saputo
dire da dove venisse, per era certo di averlo visto con la coda dell'occhio. Un'espressione, qualcosa
nella postura di uno dei due, qualcosa. Ma un'espressione, una postura o qualcosa che aveva gi visto
prima.
A quel punto le fiamme splendettero ancora pi in alto: adesso arrivavano all'altezza delle
spalle dei ragazzi.
Ora pronuncerete il giuramento.
Emma e Julian iniziarono a parlare all'unisono, entrambe le voci tremule e sottili mentre
recitavano le antiche parole bibliche.
Dove andrai tu, andr anch'io...
Simon venne colpito da una scarica d'ansia. Che cosa aveva appena visto? Perch gli era cos
familiare? Perch l'aveva messo in agitazione? Studi di nuovo Emma e Julian, per quanto glielo
permettevano le fiamme. Sembravano due ragazzini nervosi in procinto di fare qualcosa di molto serio,
in piedi dentro a un cerchio infuocato.
Rieccolo. Fulmineo. La direzione era stata oscurata dal guizzo del fuoco. Ma che cos'era? Forse
era proprio quello il compito dei testimoni. Forse dovevano stare attenti a cose del genere. No. Jem
aveva detto che si trattava di una formalit. Una formalit. Forse avrebbe dovuto chiedere prima di
ritrovarsi in piedi accanto a uno smisurato anello di fuoco.
Dove morirai tu, morir anch'io e vi sar sepolto...
Rituali Shadowhunter, sempre allegri.
L'Angelo faccia a me questo e anche di peggio...
Julian incespic sulle parole "a me questo". Si schiar la gola e concluse la frase un secondo
dopo Emma.
A Simon si accese una lampadina in testa. Di colpo ricord Jace, nella sua allucinazione, che
diceva qualcosa a proposito della prima volta che si erano conosciuti. E poi il ricordo gli pass nella
mente come uno di quegli striscioni attaccati alla coda dei piccoli aerei in volo sopra la spiaggia di
Long Island...
Era seduto con Clary da Java Jones. Stavano ascoltando Eric che recitava poesie. Aveva deciso
che quello era il momento giusto: gliel'avrebbe detto. Doveva dirglielo. Aveva portato due caff e le
tazze erano calde. Si era scottato le dita. Aveva dovuto soffiarci sopra, non una mossa agile.
Riusciva a sentire il bruciore. La sensazione di dover parlare.
Eric stava recitando una poesia che conteneva le parole "scellerati lombi". Scellerati lombi,
scellerati lombi... le parole gli danzavano in testa. Doveva parlare.
"C' una cosa di cui ti volevo parlare" aveva detto a Clary.
Lei aveva fatto qualche commento sul nome del suo gruppo, e lui aveva dovuto riprendere il
filo del discorso.
Riguarda la cosa di cui stavamo parlando prima. Il fatto che io non ho una ragazza.
Be', non saprei. Prova a chiedere di uscire a Jaida Jones.  simpatica e tu le piaci.
Non voglio uscire con Jaida Jones.
Perch no? Non ti piacciono le ragazze intelligenti? Vuoi una con un corpo da paura, come
dici tu?
Era cieca? Come faceva a non capire? Cos'avrebbe dovuto fare lui di preciso? Doveva
mantenere la calma. E poi, "una con un corpo da paura"?
Ma pi Simon si impegnava, pi Clary gli sembrava distratta. Finch non si era concentrata su
un divano verde. Era stato come se quel divano ospitasse il mondo intero. Eccolo l, a cercare di
dichiararsi all'amore della sua vita, e lei si invaghiva dell'arredamento! Ma c'era altro. Qualcosa che
non andava.
Cosa c'? le aveva chiesto.
Torno subito aveva risposto lei. Dopodich aveva posato il caff ed era corsa via. Lui l'aveva
guardata attraverso la vetrina, consapevole che, in un modo o nell'altro, quel momento era svanito per
sempre. E poi aveva visto...
L'anello di fuoco si era estinto. Era finita. Il giuramento era stato fatto, Emma e Julian erano in
piedi davanti a tutti loro. Julian aveva una runa sulla clavicola, Emma sul braccio.
Clary lo stava tirando per la manica. La guard e batt pi volte le palpebre.
Tutto bene? gli stava chiedendo lei con lo sguardo.
Per, che momento avevano scelto i suoi ricordi per tornare.
Dopo la cerimonia rientrarono ad Alicante, dove vennero portati nella tenuta dei Blackthorn per
cambiarsi. Emma e Julian furono accompagnati dal personale nelle stanze del piano principale, Clary e
Simon su per la scalinata d'onore.
Non so cosa mettermi confess Simon. Non  che mi abbiano avvisato con molto anticipo.
Ti ho portato una giacca da casa gli disse Clary. L'ho presa in prestito.
Non da Jace.
Da Eric.
Eric ha una giacca? Giura che non era di suo nonno morto o roba del genere.
Non posso giurarti niente, per penso che andr benissimo.
Simon fu condotto in una stanzetta al secondo piano, ingombra di mobili e suppellettili varie.
Dalle pareti rivestite di tappezzeria damascata saettavano gli sguardi penetranti, sotto forma di severi
ritratti, di qualche Blackthorn deceduto da tempo. La custodia portaabiti era adagiata sul letto. Allora
Eric aveva veramente una giacca! Era una normalissima giacca nera. La fornitura prevedeva anche una
camicia, una cravatta grigio-azzurra e un paio di scarpe eleganti. La giacca era di tre o quattro
centimetri troppo corta, la camicia troppo stretta. Gli allenamenti quotidiani avevano trasformato
Simon in uno di quegli uomini che, con la camicia classica, scoppiano. Le scarpe non calzavano per
niente, perci decise di mettere quelle nere della tenuta formale. La cravatta gli stava a pennello... era
questo il bello delle cravatte.
Rimase un istante seduto sul letto e si concesse di riflettere sull'accaduto. Chiuse gli occhi e
lott contro il bisogno di dormire. Mentre iniziava a vacillare, crollando quasi sul materasso, qualcuno
buss piano alla porta. Tir su col naso e si riprese dal colpo di sonno.
Certo disse, anche se non era ci che avrebbe dovuto dire. S. Cio, avanti.
Clary entr indossando un vestito verde che si abbinava alla perfezione ai suoi capelli, alla
pelle, a ogni parte di lei. E per Simon fu una rivelazione. Se avesse provato ancora un'attrazione
romantica nei suoi confronti, vederla cos avrebbe potuto provocargli sudori e palpitazioni. Ora invece
aveva davanti agli occhi una persona alla quale voleva bene, che vestita cos faceva una splendida
figura e che era sua amica. Nient'altro.
Senti... fece lei richiudendo la porta. Alla cerimonia mi sei sembrato... strano. Se non vuoi
farlo... Questa cosa dei parabatai, intendo.  stata uno shock e non voglio che tu...
Che cosa? No, no! Le prese d'istinto la mano. Lei gliela strinse forte.
Okay. Per l dentro  successo qualcosa. L'ho visto.
Nell'allucinazione che ho avuto per colpa dell'acqua del lago, ho visto Jace. Continuava a
dirmi di ripensare a come ci eravamo incontrati. E cos mi sono sforzato di ricordare. Poi, nel bel
mezzo della cerimonia, ho riacquistato la memoria.  stato come... un improvviso download di
ricordi.
Clary aggrott la fronte, e il naso le si arricci per lo stupore. Ripensare a come vi eravate
incontrati tu e Jace? Non  stato all'Istituto?
S e no. Il ricordo in realt riguardava noi, tu e io. Eravamo in caffetteria, al Java Jones. Tu
stavi nominando tutte quelle ragazze con cui sarei potuto uscire e io... io stavo cercando di dirti che mi
piacevi tu.
S fece Clary abbassando lo sguardo.
E poi sei corsa fuori. Cos, di colpo.
C'era Jace. Ma tu non lo vedevi.
Questo  quello che ho pensato. Simon studi il viso di lei. Sei corsa via mentre ti dicevo
quello che provavo. E va bene. Non siamo nati per essere... quello. Credo sia ci che il mio
subconscio, sotto le irritanti spoglie di Jace, voleva farmi sapere. Perch io penso che noi due siamo
nati per stare vicini. I parabatai non possono piacersi in quel senso. Ecco perch era importante che
ricordassi. Dovevo ricordare di essermi sentito cos, sapere che adesso  diverso. Non in senso cattivo,
ma nel senso giusto.
S disse Clary. Le erano venuti gli occhi lucidi. Nel senso giusto.
Simon annu una volta sola. Era qualcosa di troppo grande per rispondere a parole. Era tutto.
Era tutto l'affetto che aveva visto negli occhi di Jem quando parlava di Will, tutto l'affetto sul viso di
Alec quando guardava Jace  compresi i momenti in cui era letteralmente insopportabile  e tutta la
disperazione negli occhi di Jace mentre teneva fra le braccia Alec ferito, quel terrore che pu derivare
solo dal pensiero di perdere una persona senza la quale non potresti vivere.
Erano Emma e Julian quando si guardavano.
Qualcuno li stava chiamando dal piano di sotto. Clary si asciug una lacrima, si alz e rassett
un vestito gi in perfetto ordine. Comunque  proprio come un matrimonio. Mi sento come se stessero
per dirci di andare a metterci in posa davanti al fotografo! esclam intrecciando il braccio a quello di
Simon.
Una cosa disse lui ripensando a Maia e Jordan. Anche quando sar uno Shadowhunter,
rester comunque un po' Nascosto. Non volter mai loro le spalle.  questo il genere di Nephilim che
voglio essere.
Non mi sarei aspettata niente di diverso rispose Clary.
Al piano di sotto, i due nuovi parabatai si stavano studiando l'un l'altra ai due lati opposti della
stanza. Da una parte, Emma se ne stava in piedi nel suo vestito marrone ricamato di fiori intrecciati
color oro. Dall'altra, Julian si muoveva nervoso dentro un completo grigio.
State una favola disse Clary a entrambi. Loro abbassarono lo sguardo, un po' a disagio.
Nella Sala degli Accordi, Jace li stava aspettando sul gradino d'ingresso, stando come poteva
stare Jace in abito elegante. Jace in abito elegante era insostenibile. Squadr Clary dalla testa ai piedi.
Quel vestito ...
Ebbe bisogno di schiarirsi la voce, e Simon si godette quel suo imbarazzo. Era raro per Jace, ma
del resto Clary era sempre stata in grado di mandargli la testa nel pallone pi di quanto potesse avercela
un commentatore sportivo. In pratica aveva gli occhi a forma di cuore.
 molto carino concluse. Com' andata la cerimonia? Cosa ne dite?
Molto pi fuoco che in un bar mitzvah, sicuramente comment Simon. Pi fuoco che in un
barbecue. Anzi, azzarderei proprio la definizione di "Evento Formale con il Massimo del Fuoco
Possibile".
Jace annu.
Erano fantastici aggiunse Clary. E...
Guard Simon.
Abbiamo una notizia.
Jace pieg la testa di lato, con aria interrogativa.
Dopo gli disse Clary con un sorriso. Ora staranno tutti aspettando che ci sediamo.
Poi dobbiamo andare da Emma e Julian, laggi.
I due ragazzi se ne stavano nascosti nell'angolo della stanza, con le teste vicine ma una distanza
tra i corpi dettata dall'imbarazzo.
Vado io a parlargli disse Jace, facendo un cenno ai due. Elargir qualche parola di consiglio
saggia e maschia.
Non appena si fu incamminato, Clary tent di dire qualcosa, ma subito arrivarono Magnus e
Alec. Magnus avrebbe presto tenuto una lezione come insegnante ospite in Accademia, e voleva sapere
quanto cattivo fosse il cibo. I fratelli e le sorelle minori di Julian  Ty, Livvy, Drusilla e Octavian 
erano assiepati intorno al tavolo del buffet. Simon gir la testa e vide Jace che riversava una valanga di
consigli sui due nuovi parabatai. Aleggiava un delizioso profumo di carne arrosto: la stavano servendo
in tavola su grandi vassoi, insieme a verdure miste, patate, pane e formaggi, mentre il vino iniziava a
scorrere. I festeggiamenti potevano avere inizio. Era bello, pens Simon, che in mezzo a tante cose
terribili che potevano succedere e a volte succedevano sul serio ci fossero anche momenti come quello.
Pieni di gioia e affetto.
Quando si gir, vide Julian che usciva di fretta dalla stanza. Jace torn da loro con un braccio
intorno alle spalle di Emma.
Tutto bene? chiese Clary.
Tutto bene. Julian aveva bisogno di una boccata d'aria. Questa cerimonia  molto intensa, ci
sono tante persone. Devi mangiare.
Il commento era rivolto a Emma, che sorrise ma non distolse lo sguardo dalla porta appena
attraversata dal suo parabatai. Poi si gir, e vide Ty che attraversava la Sala con un vassoio sul quale
poggiava una forma intera di formaggio.
Oh no... No, non ci siamo. Potrebbe davvero mangiarsela tutta, ma poi vomiterebbe. Meglio
se intervengo, altrimenti la vedo male per Jules. E corse subito dietro a Ty.
Hanno molte responsabilit disse Jace osservando Emma che si allontanava. Per fortuna
possono contare l'uno sull'altra, per sempre.  questo che significa essere parabatai. Sorrise ad Alec,
il quale ricambi con un sorriso che gli illumin il viso.
A proposito di parabatai li interruppe Clary. Tanto vale che ora vi comunichiamo la
notizia...
...
FINE.